Italian Writer-Director Ettore Scola Dies at 84

Ettore Scola Dead: Italian Director Was
Massimo Valicchia/NurPhoto/REX/Shutterstock

Ettore Scola, one of the last of a generation of great Italian writers and directors, who was best known for “Il Sorpasso” (1962), “We All Loved Each Other So Much” (1974), “A Special Day” (1977), “The Family” (1987) and “The Dinner” (1998), died late Tuesday at a Rome hospital. He was 84 and had fallen ill on Sunday.

Scola was perhaps best known for “We All Loved Each Other So Much,” a 1974 portrait of postwar Italy that starred Nino Manfredi, Vittorio Gassman and Stefania Sandrelli. He directed and co-scripted with Maccari the 1977 Sophia Loren-Marcello Mastroianni film “A Special Day,” which picked up Oscar nominations for best foreign film and best actor for Mastroianni. He and Loren played neighbors who meet in 1938 during Hitler’s visit to Italy.

Scola won best director at Cannes for 1976’s “Ugly, Dirty and Bad” and shared the festival’s best screenplay award for “La terrazza” (1980). Another film much applauded on the festival circuit was the director’s 1983 film “Le bal.”

Scola started as a screenwriter, co-scripting 1962’sa “Il Sorpasso” with director Dino Risi and Ruggero Maccari. Starring Gassman and Jean-Louis Trintignant, the film was a road movie that is a classic of the genre.

Scola directed and co-scripted 1987’s “The Family,” starring Gassman, Stefania Sandrelli and Fanny Ardant; the Washington Post called the film “a thoughtful Italian ‘Upstairs, Downstairs.’ “

He directed and co-scripted 1998’s “The Dinner,” starring Ardant, Gassman and Giancarlo Giannini; Variety said of the film, “A grotesque grab bag of trattoria diners, repping a cross-section of Italian society, eats its way through Ettore Scola’s ‘The Dinner,’ a relaxing, well-oiled comedy with little to digest.”

Scola’s last picture was a moving tribute to his friend Federico Fellini titled “How Strange to Be Named Federico: Scola Narrates Fellini” which screened at the Venice Film Festival in 2013. Praising this unique mix of clips and recreations of encounters between two postwar Italian greats Variety called it “a magical trip through history and memory.”

Italian Prime Minister Matteo Renzi said in a tweet that Scola’s death “leaves an enormous hole in Italian culture.”

Scola is survived by his wife Gigliola and daughters Silvia, who is a screenwriter, and Paola, who is a writer and assistant director.

 

 

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  1. One of the bet comment wrote by Gabriele Muccino So sorry bc it’s write in inglish, but very inspirtiona for who has italian bacground. It’s so special.

    ADDIO MAESTRO SCOLA.
    Apprendo con un sussulto della notizia della scomparsa di Ettore Scola.
    Mi sono nutrito per tutta la mia vita dei suoi film. Alcuni hanno inondato la mia anima e i miei sogni di immagini, humor, romanità, sapienza, disciplina filmica, nonché del sogno di diventare un giorno, anche io, un cineasta, un autore, un regista con un punto di vista sempre chiaro e forte sulla vita come quello che ha sempre avuto Ettore Scola nel raccontare le sue storie. Ho canticchiato tra me, per anni, da solo, le melodie di Trovajoli, specialmente quelle dei suoi film. E lo faccio ancora. E credo non smetterò mai.
    Ho visto almeno 50 volte C’eravamo Tanto Amati, ne conosco a memoria le battute, le sequenze, gli attacchi musicali, le location, le espressioni di Manfredi, di Stefania Sandrelli, di Vittorio Gassmann e Satta Flores… ho cercato con i miei film di entrare a far parte, in qualche modo, del mondo meravigliosamente colto, educato, dolente, ingiusto, vero e inesorabile del tramandarsi la vita tra una terrazza e una cucina dei film di Scola.
    La terrazza condominiale in cui Marcello e Sofia si avvicinano l’un l’altro piegando il lenzuolo e come animali braccati, soli, incompresi, si baciano assaporando per pochi istanti l’idea di cosa sarebbe potuta essere la loro vita se solo avessero conosciuto… l’amore, ecco, è quello che cercherò sempre di ricreare senza forse riuscirci. Se ne va oggi anche quel cinema, quella poetica, quella scrittura, quello sguardo, quella Roma. Ho ancora limpida la memoria dei bisticci a tavola tra Vittorio Gassmann e Philipe Noiret nella Famiglia. Quella grande famiglia borghese, romana, “prataiola” che mi ricordava così tanto le case dei miei compagni di scuola, i primi baci, i corridoi lunghi, le zie, le nonne, gli armadi con l’odore di naftalina, i riti e i segreti familiari, i parenti sfortunati, quelli colti e quelli smarriti.
    Io le conoscevo quelle case raccontate nei suoi film. Sia quelle popolari che quelle borghesi, le conoscevo tutte. E conoscevo quella sensazione del tempo che passa, delle generazioni che si inseguono in un cerchio in cui tutto sommato tutto finisce quasi sempre per ripetersi.

    Scola l’ho incontrato poche volte, non credo mi stimasse particolarmente, io l’ho sempre chiamato Maestro. Anche quando lui mi guardava dall’alto al basso o mi criticava sui giornali perchè volevo fare un remake di C’eravamo tanto amati con la Miramax, ambientato in America.

    Maestro Scola, i Maestri sono Maestri perchè non potresti mai chiamarli altrimenti. Perchè ti hanno insegnato tanto, troppo, fanno parte di te e della tua visione delle cose. Loro non sapranno mai quanto ti abbiano insegnato e abitato, ma tu sì, tu lo sai-

    Maestro Scola, il tuo cinema vive sotto la mia pelle e sotto quella di milioni di spettatori, specialmente francesi, americani, italiani e tutti quelli che nel mondo hanno conosciuto meglio la tua arte.

    Buon viaggio Maestro mio.
    Buon viaggio!

  2. Mo'Nique says:

    A real talent. Rest in peace, Mr. Scola.

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